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PER TESTIMONIARE CRISTO RISORTO E IL SUO VANGELO
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito, il quale resti con voi per sempre, lo Spirito di verità» (Gv 14, 17).
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Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi (Atti 2,1-4).
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1. Il battesimo è il primo passo dell'iniziazione cristiana, la cresima è il secondo. La cresima è il sacramento della confermazione, ossia conferma il fedele e lo rafforza in quella vita cristiana alla quale il battesimo lo ha generato. Il battesimo è l'atto di nascita alla vita cristiana, la cresima è l'atto di passaggio alla vita cristiana adulta. I cristiani sono «inseriti nel Corpo mistico di Cristo per mezzo del battesimo e fortificati dalla virtù dello Spirito Santo per mezzo della cresima» (AA 3). Mediante il battesimo l'uomo è consacrato figlio di Dio, tempio dello Spirito Santo; con la cresima questo divino Spirito sopravviene in lui, consacrandolo perfetto cristiano, soldato di Cristo. La confermazione, infatti, gli dà la pienezza dello Spirito Santo che lo rafforza spiritualmente, come conviene all'età perfetta, conferendogli la capacità di compiere atti da adulto e di affrontare il combattimento spirituale contro i nemici della fede.
Gesù ha detto ai suoi: «io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito, il quale resti con voi per sempre, lo Spirito di verità» (Gv 14, 17). La promessa di Gesù si è avverata nel giorno di Pentecoste con la venuta dello Spirito Santo che, infondendo negli Apostoli un nuovo vigore, li rese capaci di annunziare il Vangelo con franchezza e coraggio: «con grande vigore gli Apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù» (At 4,33). Il sacramento della cresima è un po' come la Pentecoste di ogni fedele; fortificato dallo Spirito Santo, egli deve agire con la virilità e la fermezza dello stato adulto, del cristiano maturo. In tal modo, come dice S. Paolo, possiamo arrivare «all'altezza di statura della pienezza di Cristo, e non siamo più come fanciulli sballottati e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina... Ma professando la verità nella carità, cresciamo in ogni cosa in lui, che è il capo, Cristo» (Ef 4, 13-15).
2. La cresima, come il battesimo e l'ordine, imprime il carattere cui allude S. Paolo quando dice: «Dio stesso ci ha confermato... in Cristo, e ci ha conferito l'unzione, e ci ha dato il sigillo e la caparra dello Spirito nei nostri cuori» (2Cr 1,21-22). Il carattere impresso dalla cresima è appunto quello di cristiani militanti, di soldati di Cristo; carattere che conferisce il diritto di ricevere al momento opportuno le grazie necessarie per mantenersi fedeli a Dio, nonostante tutte le lotte, le insidie e le seduzioni del male.
Si può dunque dire che, almeno virtualmente, la cresima è il sacramento che consacra gli eroi della fede, del dovere, che consacra i martiri. La prospettiva del martirio non può e non deve essere esclusa dagli orizzonti della vita cristiana; il Concilio Vaticano II ne parla espressamente: «Già fin dai primi tempi... alcuni cristiani sono stati chiamati, e lo saranno sempre, a rendere questa suprema testimonianza di amore davanti a tutti e specialmente davanti ai persecutori...
Che se a pochi è concesso, devono però tutti essere pronti a confessare Cristo davanti agli uomini e a seguirlo sulla via della croce durante le persecuzioni, che non mancano mai alla Chiesa» (LG 42). Ciò assume particolare importanza nei tempi attuali, in cui, a motivo delle continue lotte contro la Chiesa, è necessaria non poca fortezza per rimanere saldi nella fede e nella morale cattolica, e non è raro che per farlo si debbano affrontare anche gravi sacrifici, non escluso quello della vita.
Quando la pusillanimità tenta di travolgerci, ricordiamo che nella cresima Dio ha impresso nel nostro cuore «il sigillo» e ci ha dato «la caparra dello Spirito Santo», il quale è in noi per sostenerci con la sua virtù onnipotente. «Riceverete forza dalla venuta dello Spirito Santo su di voi - ha detto Gesù agli Apostoli e in loro a tutti i credenti - e sarete miei testimoni» (At 1,8). La promessa di Gesù è infallibile. La fede nell'efficacia del sacramento ricevuto, nella pienezza e nell'azione dello Spirito Santo rende operante la grazia della cresima e conferisce al cristiano la forza di testimoniare Cristo con tutta la sua condotta.
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